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Da Anzio a Tropea: Comuni che (ri)vogliono un casinò

Da Anzio a Tropea: Comuni che (ri)vogliono un casinò

Aggiungere ai quattro casinò esistenti almeno una sala da gioco per ogni regione italiana, creando centinaia di posti di lavoro più per l’indotto. Lo propone l’Anit, associazione di Comuni che in passato hanno ospitato strutture di questo tipo e vorrebbero riaprirle. L’obiettivo, più che attirare “turisti della roulette”, sarebbe offrire intrattenimento a chi in Italia verrebbe comunque, affascinato da arte, natura ed enogastronomia. Le organizzazioni antimafia Libera e Avviso Pubblico sono contrarie, preoccupate dalle patologie legate all’azzardo e soprattutto dalle infiltrazioni del crimine organizzato.

L’Associazione nazionale per l’incremento turistico è stata fondata nel 1969. Oggi riunisce 15 municipi sparsi per la penisola: da Lignano Sabbiadoro a Taormina, passando per Montecatini Terme, Anzio e Tropea.

Anit chiede che ci sia almeno un casinò in ogni regione. «Può essere un volano per l’economia turistica dei territori. Sappiamo che la nostra penisola non ha bisogno di strutture di questo tipo per attirare visitatori. L’obiettivo è presentare a queste persone un’offerta organica, che comprenda il gioco e non solo. I locali a cui pensiamo possono ospitare spettacoli, mostre di pittura, rassegne letterarie e cinematografiche. In Francia c’è chi va al casinò per una semplice cena, senza toccare tavoli e macchinette. Insomma, vogliamo un intrattenimento a 360 gradi, inserito in una politica turistica adeguata».

Al momento non si sa esattamente quanti stranieri vengono a giocare nelle nostre sale, né quanti italiani vanno in cerca di fortuna all’estero. «Sicuramente i clienti che arrivano da oltreconfine sono pochi, e lo sono sempre stati. Fa eccezione Venezia, che attira persone da tutto il mondo per altri motivi. In generale i maggiori frequentatori delle strutture del nostro Paese sono sempre stati siciliani, calabresi, sardi». E quali mete preferiscono gli italiani che passano la frontiera? «Oggi soprattutto Malta, la Costa Azzurra e la Slovenia. Nei primi anni 2000 gli Stati dell’Est Europa. Costante il flusso verso Las Vegas, scelta da giocatori più ricchi».

Quali sono costi e benefici? La storia insegna che forse i primi sono di più. Atti giudiziari dimostrano che i casinò attirano la criminalità organizzata. L’Italia ha un patrimonio artistico enorme e punte di eccellenza nell’industria: per far crescere l’economia può sicuramente percorrere altre vie. Quella che porta a nuove sale da gioco resta sbarrata, almeno per ora.

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